Il caso di Valeria Martinuzzi, la donna di 36 anni di Dignano che ha investito Silvia Piccini, giovane promessa del ciclismo di Sedegliano mentre si stava allenando lungo l’ex strada provinciale tra San Daniele e Rodeano, è stato chiuso con un patteggiamento a un anno e quattro mesi di reclusione, sospesi con la condizionale.
Il tragico incidente, avvenuto il 20 aprile 2021, ha visto la giovane ciclista ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale di Udine, dove è purtroppo deceduta due giorni dopo, all’età di 17 anni.
La Martinuzzi è stata chiamata a rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio stradale e dell’illecito amministrativo dell’eccesso di velocità, ma ha scelto la via processuale del rito alternativo, che prevede lo sconto fino a un terzo della pena.
Ieri, martedì 7 marzo, il gup del tribunale di Udine, Carlotta Silva, ha esaminato la richiesta formulata dal difensore della Martinuzzi, l’avvocato Mauro Dolegna, previo consenso del pm Marco Panzeri, titolare del fascicolo, e ha dichiarato congrua la pena proposta, comprensiva della sanzione amministrativa di 300 euro per violazione del codice della strada. Il giudice ha inoltre disposto la sospensione della patente per tre anni.
La difesa ha tuttavia annunciato ricorso in Cassazione, ritenendo la durata della sospensione della patente non corretta rispetto alle nuove disposizioni della riforma Cartabia.
L’incidente ha destato molta commozione nella comunità locale e ha sollevato nuovamente la questione della sicurezza stradale per i ciclisti. Sono infatti numerosi gli episodi di incidenti stradali che coinvolgono ciclisti, spesso a causa dell’eccesso di velocità o della distrazione degli automobilisti.
È importante che le autorità competenti si impegnino a promuovere la sicurezza stradale per tutti gli utenti della strada, con campagne di sensibilizzazione e azioni concrete per prevenire questi tragici incidenti